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A flower is not a flower

Se uno chiudesse gli occhi in un pomeriggio di metà ottobre, appena rientrato a casa, col cappotto aperto ancora infilato, con la canzone A Flower is not a Flower  incastrata nel cervello; e se accendesse l'ennesima sigaretta e cominciasse a osservare il pulviscolo attraverso il raggio di una lampada; e se restasse così per qualche minuto, andrebbe a ripescare la sensazione del primo bacio. L iquefarsi nella dolcezza senza peso, bocca nella bocca; e se divagando si lasciasse condurre dal gioco, tornerebbe alla baracca di amianto e ferro, nel buio cortile dei nonni e durante il pomeriggio più caldo di luglio, ricorderebbe l'incontro con uno scorpione fra le cassette vuote della frutta; e se si involasse sopra le ortensie e poi sopra i tetti del paese e sulle campagne nebbiose, tornerebbe sulla strada del cimitero e  come allora  cadrebbe e con le ginocchia sanguinanti, senza versare una lacrima, rimonterebbe sulla  bicicletta. Se la sigaretta fosse finita, si adagereb...

CRISTALLINO

Ho voluto levare lo smalto dalle unghie, levarmi il reggiseno, il trucco e il sorriso; ho tolto il giudizio e il senso critico. Ho camminato nuda sulla terra arida ed ho fotografato. Ho lasciato amici che scavano buchi profondi, ho rimboccato pensieri d'amore sopra alla guerra, ma della felicità narrata neanche l'ombra. Ho lasciato che la suggestione impressionasse il mio sembiante e all'ombra dei presagi ho tremato di paura. Mi sono spogliata della pelle e mi sono stesa nel sale. L'amore l'ho ritrovato  sgravato dal desiderio; quello generato dal sangue e dal sudore,  cristallino.
sabato 7 novembre 2009 Ore otto e venticinque del mattino. L'autostrada piatta attraversando parte della Lombardia e gran parte del Veneto. La mèta è quasi raggiunta. Fermata brevissima all'autogrill; coda per lo scontrino, coda per il cappuccino, coda per il tavolino. La gente si accalca ovunque ingozzandosi di brioche e panini come se li aspettasse un viaggio attraverso un deserto infinitamente esteso e arido. Un uomo enorme mi precede alla cassa, pochi radi capelli unti, maglione con un gioco di cornice greca dai colori sbiaditi, ti aspetti che si compri una ciambella ripiena e un latte macchiato e invece, con una voce da sopranetto, ordina una spremuta e una brioche integrale. Mi affaccio al bar e con il miglior sorriso che posso offrire in questo lunedì nebbioso, chiedo brioche alla crema e cappuccino. Negli autogrill il cappuccino è sempre buono, questa volta no; c'è forse troppo caffè o è proprio il caffè che è del giorno prima. Faccio colazione lentamente, e ...
sabato 7 novembre 2010 ore otto e venticinque del mattino. l'autostrada corre piatta attraversando parte della Lombardia e gran parte del Veneto. la méta è quasi raggiunta. fermata brevissima all'autogrill; coda per lo scontrino, coda per il cappuccino, coda per uscire. la gente si accalca ovunque ingurgitando quantitativi spropositati di cibo, quasi fosse che il viaggio è attraverso un deserto infinitamente esteso e privo di oasi. invece siamo nel Veneto la regione più florida d'Italia. un grassone mi precede alla cassa; sulle sue spalle spioventi forfora bianca, mi imbarazza, pochi radi capelli unti, maglione non volutamente vintage con fantasia greca ormai deforme. ti aspetti che si cibi di una spremuta e una brioche integrale, tanto per dimostrare che alla salute comincia a tenerci, invece poco dopo lo ritrovi al banco bar, con un bombolone alla crema nella mano destra e una pinta di caffèlatte nella mano sinistra; sul suo faccione un'espressione estasiata che f...

TORMENTA

Una barca di carta è sepolta sul fondo asciutto della mia testa, piove, leggo poesie. Con le mani raccolgo i pesci morti e non sopporto queste coliti di vuoto esistenziale. Vorrei una preghiera per questo cervello  cullato nella rabbia e nel dolore. Questa vita piccola nella lunghissima linea del tempo,  e l'enorme disfatta.

Abisso

Più sono sola e più voglio la solitudine e qualche volta le parole voglio dare alle fiamme, diventare muta nei mari più profondi diventare un pesce che può risalire fino alla superficie baciarsi con un raggio di sole visitare la barriera corallina l'immensa società della barriera corallina e poi ridiscendere nelle profondità del mare e non avere altre parole da incendiare.

La sera

Le spine di riccio nei piedi. Il sole al tramonto è un disco che trafigge l'anima. Tutto il senso dell'universo, inafferrabile respiro. Pietà e gentilezza, amorevolezza e rispetto, la vita, morire, cambiare, capire. Ad ogni passo un colpo di cuore, nella corsa cercare, nel salto sperare; resistere è una necessità. Scalfire con le parole le mancanze, cercare nei gesti la verità, desiderare spontaneamente cose buone; la casa di cuscini, la cassetta delle pesche, le prime chiavi di casa, il suono della tua voce che canta. Chiedere perdono, ottenere una ricompensa, l'affetto di un estraneo.