mi sono rifugiata in un palmo di foresta. ho lasciato che il tempo per una volta non mi impedisse di perdermi. è in questo stato di grazia che ho ricordato alcune domeniche di tantissimi anni fa... nelle quali tornando dalla montagna o dal lago abbandonavo lo sguardo al paesaggio e guardavo il tramonto senza sentire alcunchè, solo inconsueta serenità. ma ben presto si spostava l'attenzione, come i capelli d
alla fronte ubbidivano al vento.
alla fronte ubbidivano al vento.
un sentimento che sa di foglie e terriccio, castagne, sapore di latte e il vociare del torrente di montagna e il rumore dei sassi sulla spiaggia. un sapore di qualcosa che non torna più; del costume bagnato, dei capelli aggrovigliati dal vento, della pelle assolata.
quel sapore che in un attimo si perde, tra la volontà di non rimpiangerlo e la consapevolezza della sua rarità.
inutile il tentativo di trattenerlo; so che più mi ostino e più non lo ritrovo.
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