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Visualizzazione dei post da ottobre, 2007
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"Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord. La spiaggia. E il mare. Potrebbe essere la perfezione - immagine per occhi divini - mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità - verità - ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un'inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore." [...] alessandro baricco - oceano mare (bur, 1997)
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"appena qualche attimo prima di morire, appoggiata al nocciòlo del giardino, l'Annina emerse dall'ombra in cui la sua mente si era nascosta da molti anni e, all'improvviso, in quei brevi istanti che la morte ancora le concesse, come se fosse in volo rivide la casa col pino e la Mena che pregava appoggiata a un angolo della madia, e di fronte alla Mena vide sua madre partorirla urlando di un dolore che le sembrò perfetto, e solo alla fine, quasi spiando, scorse la propria testa uscire da quel corpo rosso e gonfio dallo sforzo, e sentì per l'ultima volta l'odore di viole del suo fratello gemello che da dentro la pancia la spingeva nel mondo. fu come un lampo, uno starnuto di una forza così intensa che l'Annina si dovette appoggiare con tutte e due le mani al nocciòlo per non cadere, e il suo ultimo respiro le uscì in una voce flebile, quasi un sussurro. "Ma guarda..." disse, sorpresa da quello spettacolo stupefacente. poi lasciò che un sorriso le am...
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[...] "lei sapeva bene che ci sono occhi che toccano come mani, che ti ritrovi lividi in posti strani e che si usa il profumo per lavare il bicchiere dopo che altri ci hanno bevuto. sapeva che esistono solitudini che si attorcigliano su se stesse e si comportano da polipi che non riconoscono i propri tentacoli, in quei luoghi dove spesso lo sfondo è illuminato male e dove tutto puzza di pneumatici che scappano e di spazzatura." [...] davide van de sfroos - le parole sognate dai pesci (bompiani-2003)

ottobre

Ottobre s'è preso definitivamente l'estate. Mentre lo strascico tiepido di settembre è svanito, c'è un sole insignificante. Ma all'Alba l'Astro vitale sparge un suo inimitabile colore. Ed ecco come un paesaggio uggioso, diviene un'opera di perfezione ecco come il mio cuore abbandona il dolore.