[...] "lei sapeva bene che ci sono occhi che toccano come mani, che ti ritrovi lividi in posti strani e che si usa il profumo per lavare il bicchiere dopo che altri ci hanno bevuto. sapeva che esistono solitudini che si attorcigliano su se stesse e si comportano da polipi che non riconoscono i propri tentacoli, in quei luoghi dove spesso lo sfondo è illuminato male e dove tutto puzza di pneumatici che scappano e di spazzatura." [...]

davide van de sfroos - le parole sognate dai pesci (bompiani-2003)

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