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Visualizzazione dei post da dicembre, 2007

signore e signori... lo spettacolo è finito.

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quasi siamo alla metà di agosto. l'estate è andata. fuori i netturbini puliscono la strada. io rimango sdraiata ad ascoltare il suono del mio cuore. grazie a dio batte ancora. ma se ci penso troppo, ho l'impressione che rallenti e che stia per spegnersi. non sono pazza, è solo he qualche volta di notte, sono rivoltata dentro me e posso guardare dritti in faccia i miei pensieri e se è il caso deriderli, compiangerli, accettarli. niente più pesche, albicocche, meloni e angurie. almeno per i prossimi 10 mesi. niente più shiere di girasoli devoti, niente sudore lungo la schiena, niente foreste di mais tagliente, niente piedi nudi, finestre spalancate. l'estate fa le valige e si porta via l'abbronzatura, i teli da spiaggia, le parole crociate, le granite, i libri inutili, le bocce e gli ombrelloni. come un prestigiatore, ripone i suoi oggetti e tu ci rimani di sasso. perchè hai ancora lo stupore nell'espressione del viso. e in un attimo le luci del palco sono spente. tut...
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gli anni passano, e per quanto io me ne preoccupi, niente rallenta il suo incedere. è solo la notte del 9 agosto. una notte come mille altre notti ed è la mia meschinità che mi nasconde la sua unicità. questi sono i giorni delle stelle cadenti. sto con gli occhi ficcati nel cielo come centinaia di altre persone e forse mi emozionerò nel credere di avere visto cadere una stella. a lei molti consegneranno vani desideri di ricchezza di benessere, di apatica speranza. la speranza non è niente se non si prega per essa. la speranza per sè stessa non vale niente. vale quanto agiamo per rendere il suo significato importante. alla stella affideranno illusioni, superstizioni, suggestioni. 9 agosto 2007. una notte indimenticabile.

perfetta nudità

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Mi guarda fisso negli occhi. Io, seduta all’angolo opposto del letto, perdo la capacità di pensare. Si avvicina ed un brivido mi impaurisce. Infila una gamba tra le mie e mi solleva dai fianchi. Siamo uno davanti all’altra. In piedi. La sua coscia tra le mie. Fletto il mio viso e avvicino le mie labbra alle sue. Sfioriamo la pelle delle mani. Le labbra lontane di un soffio. La pelle si increspa sul collo, sulla schiena, sulle braccia tremanti. Aspetto. Aspettiamo di non poter più resistere alla forza che da sempre ci spinge una verso l’altro. Aspettiamo che la tentazione si impadronisca di noi e aspettiamo il momento della resa. Perché così vogliamo. Perché l’aria intorno diventa elettricità e noi sentiamo solo il calore che dai nostri corpi divampa inevitabilmente. Aspettiamo il momento per abbandoniamo ogni resistenza ai nostri limiti, per concederci esattamente come siamo. Privati di ogni finzione, ipocrisia, artificio. Qualcosa di umido e caldo scorre nel mio grembo. Non posso torn...