al piano sotto al mio appartamento vivono tre uomini. approssimativamente tra i 25 e i 40 anni.
sono persone che hanno subìto il ricovero coatto e che ora sono assistiti dall'asl locale.
i motivi per i quali si finisce in questo modo sono molteplici e cercherò di ridurli in un piccolo elenco: depressione dovuta ad uso di psicofarmaci, depressione dovuta ad un qualche tipo di trauma (persone amate decedute, abbandono) violenze fisiche e psicologiche, uso di droghe, incidenti con conseguenze di ritardo mentale.
tenterò di descrivere le espressioni (e cercherò di essere oggettiva), che vedo sui loro volti e nell'atteggiamento dei loro corpi. resa, indolenza, svogliatezza, pigrizia, lentezza, incertezza, ottusità, incapacità, vittimismo.
perchè voglio parlarvi di questi personaggi? perchè non li sopporto. perchè pur avendo la salute fisica (e non è poco!) non fanno niente per migliorare la loro condizione di esseri umani. perchè ogni qualvolta li incontro lungo le scale, vorrei prenderli a ceffoni; e potete capire, non per far loro del male, ma per dargli una sonora sveglia!
io non so perchè sono diventati lo spettro di sè stessi, possono essere cose indubbiamente agghiaccianti, cose che non si augurerebbero al peggior nemico, ma ci sono persone che hanno vissuto di peggio. persone che non possono contare nemmeno sulla salute, perchè non ce l'hanno. persone che hanno vissuto la fame, la guerra, la prigionia, la perdita di un figlio; persone che non hanno mai avuto un pasto sicuro al giorno, persone che non hanno mai avuto la fortuna di avere il calore materno, persone che hanno lavorato come bestie per un pasto, o per un tetto. persone che nonostante tutto, hanno continuato a camminare nella vita, hanno saputo insegnare ad altri la saggezza scaturita dalle privazioni e dal dolore. persone che, nonostante tutto, hanno vissuto nella gioia stessa di avere vita da vivere, ancora, ancora e ancora. persone che hanno imparato malgrado tutto, a gioire delle cose semplici che la vita gli ha donato.
io non posso chiamare "poverini" quelli che abitano al piano sotto al mio appartamento. non posso chiamarli così, perchè alla prima prova che la vita gli ha posto, si sono nascosti. hanno messo i palmi sugli occhi ed hanno rifiutato la vita.
io non posso compatirli, perchè non hanno fatto niente. perchè non amano la vita ed io mi sento estranea a chi non ama la vita.
sono persone che hanno subìto il ricovero coatto e che ora sono assistiti dall'asl locale.
i motivi per i quali si finisce in questo modo sono molteplici e cercherò di ridurli in un piccolo elenco: depressione dovuta ad uso di psicofarmaci, depressione dovuta ad un qualche tipo di trauma (persone amate decedute, abbandono) violenze fisiche e psicologiche, uso di droghe, incidenti con conseguenze di ritardo mentale.
tenterò di descrivere le espressioni (e cercherò di essere oggettiva), che vedo sui loro volti e nell'atteggiamento dei loro corpi. resa, indolenza, svogliatezza, pigrizia, lentezza, incertezza, ottusità, incapacità, vittimismo.
perchè voglio parlarvi di questi personaggi? perchè non li sopporto. perchè pur avendo la salute fisica (e non è poco!) non fanno niente per migliorare la loro condizione di esseri umani. perchè ogni qualvolta li incontro lungo le scale, vorrei prenderli a ceffoni; e potete capire, non per far loro del male, ma per dargli una sonora sveglia!
io non so perchè sono diventati lo spettro di sè stessi, possono essere cose indubbiamente agghiaccianti, cose che non si augurerebbero al peggior nemico, ma ci sono persone che hanno vissuto di peggio. persone che non possono contare nemmeno sulla salute, perchè non ce l'hanno. persone che hanno vissuto la fame, la guerra, la prigionia, la perdita di un figlio; persone che non hanno mai avuto un pasto sicuro al giorno, persone che non hanno mai avuto la fortuna di avere il calore materno, persone che hanno lavorato come bestie per un pasto, o per un tetto. persone che nonostante tutto, hanno continuato a camminare nella vita, hanno saputo insegnare ad altri la saggezza scaturita dalle privazioni e dal dolore. persone che, nonostante tutto, hanno vissuto nella gioia stessa di avere vita da vivere, ancora, ancora e ancora. persone che hanno imparato malgrado tutto, a gioire delle cose semplici che la vita gli ha donato.
io non posso chiamare "poverini" quelli che abitano al piano sotto al mio appartamento. non posso chiamarli così, perchè alla prima prova che la vita gli ha posto, si sono nascosti. hanno messo i palmi sugli occhi ed hanno rifiutato la vita.
io non posso compatirli, perchè non hanno fatto niente. perchè non amano la vita ed io mi sento estranea a chi non ama la vita.
Commenti
Ma quanti sono in questa situazione, chi lo maschera in modo diverso da un'altro.
Ma in fondo molti vivono questa situazione d' inerzia, vivo perchè sono qua..e basta!!
Tanti si perdono nel denaro, tanti nei piaceri scialbi e consolatori che ci offre questa pseudo società civilizzata.
Più che altro tanta confusione negli occhi di tutti....
Il ceffone tiralo!! Non fisicamente ma con delle parole!!
L'espressione è tutto, il saper trasmettere sentimento è un contagio sempre piacevole e splendido.
Ma questo lo sai benissimo visto che sei amante di poesia e pittura!!
Un salutone!!