pavimento/funzionalità
C'è il sole finalmente.
Ho camminato fino al bordo frastagliato del lago di mezzo. Il vento strafottente mi dava fastidio sul collo. Camminavo come se stessi per cadere da un momento all'altro.
Sono tornata alla macchina e mi è venuto in mente che è sempre una questione di scelte. Qualcuno dice che scegliamo addirittura dove nascere, in quale famiglia e che nome avremo. Vi sembra esagerato? Forse non è così pazzesco. Certo è che non vorrei essere dove sono. E' così che mi sono venute in mente le scelte.
Sono arrivata nel mio ufficio. Nessun capo che ha picchiettato il dito sull'orologio per via del ritardo, perchè l'attività è mia. Ho guardato l'ambiente. Neanche una finestra del cazzo. Come ho fatto a scegliere un posto che non ha nemmeno una finestra rivolta verso sud? Ancora adesso me lo chiedo, dopo più di un anno che sono qui.
Guardo il pavimento, e penso che vorrei coricarmici sopra. Stendermi e tentare di sentirmi parte di qualcosa che funziona. Aprire le braccia e le gambe e guardare il soffitto come fosse un magnifico cielo bianco. Ma penso subito che è troppo fredda questa stanza. L'indolenza è una gran brutta cosa e quando mi prende cerco di pensare alle cose che mi piacciono. Penso alla Foresta Fontana a poche centinaia di metri dal mio ufficio. Penso ai canali che dal Garda attraversano le colline poco distanti da qui. Penso a un bel gelato con panna (che non riesco mai a finire perchè il freddo mi fa tossire), e penso alla casa che ho in mente di costruire da sempre.
Poi mi accendo una sigaretta e sto col fumo che aleggia sulla mia faccia insieme ai pensieri.
Penso a Elataru. L'ultimo messaggio che mi ha scritto diceva: sei bella anche quando non lo sai. Poi basta per settimane e settimane. La nostra amicizia è fatta di grandi unici rintocchi.
Cerco di analizzare il mio stato d'animo e mi sento stupida, perchè so che non si può fare, so che lo stato d'animo mi guarda e mi ride in faccia sguaiatamente. Chi ti credi di essere? e ride di nuovo.
Ma allora che devo fare? Davvero vuoi che rimanga così? Indolenzita da un sentimento di nullità e di inservibilità? Macchè, dice lui, se oggi devi essere indolenzita almeno siilo con carattere! Cosa? Avresti dovuto vestirti di nero. Truccarti pesantemente. Rispondere con una alzata di spalle ad ogni domanda. Insomma essere più coerente! E invece ti sforzi sempre di essere allegra.
E' perchè non voglio sentirmi più inutile di quanto io non sia a me stessa.
Ho camminato fino al bordo frastagliato del lago di mezzo. Il vento strafottente mi dava fastidio sul collo. Camminavo come se stessi per cadere da un momento all'altro.
Sono tornata alla macchina e mi è venuto in mente che è sempre una questione di scelte. Qualcuno dice che scegliamo addirittura dove nascere, in quale famiglia e che nome avremo. Vi sembra esagerato? Forse non è così pazzesco. Certo è che non vorrei essere dove sono. E' così che mi sono venute in mente le scelte.
Sono arrivata nel mio ufficio. Nessun capo che ha picchiettato il dito sull'orologio per via del ritardo, perchè l'attività è mia. Ho guardato l'ambiente. Neanche una finestra del cazzo. Come ho fatto a scegliere un posto che non ha nemmeno una finestra rivolta verso sud? Ancora adesso me lo chiedo, dopo più di un anno che sono qui.
Guardo il pavimento, e penso che vorrei coricarmici sopra. Stendermi e tentare di sentirmi parte di qualcosa che funziona. Aprire le braccia e le gambe e guardare il soffitto come fosse un magnifico cielo bianco. Ma penso subito che è troppo fredda questa stanza. L'indolenza è una gran brutta cosa e quando mi prende cerco di pensare alle cose che mi piacciono. Penso alla Foresta Fontana a poche centinaia di metri dal mio ufficio. Penso ai canali che dal Garda attraversano le colline poco distanti da qui. Penso a un bel gelato con panna (che non riesco mai a finire perchè il freddo mi fa tossire), e penso alla casa che ho in mente di costruire da sempre.
Poi mi accendo una sigaretta e sto col fumo che aleggia sulla mia faccia insieme ai pensieri.
Penso a Elataru. L'ultimo messaggio che mi ha scritto diceva: sei bella anche quando non lo sai. Poi basta per settimane e settimane. La nostra amicizia è fatta di grandi unici rintocchi.
Cerco di analizzare il mio stato d'animo e mi sento stupida, perchè so che non si può fare, so che lo stato d'animo mi guarda e mi ride in faccia sguaiatamente. Chi ti credi di essere? e ride di nuovo.
Ma allora che devo fare? Davvero vuoi che rimanga così? Indolenzita da un sentimento di nullità e di inservibilità? Macchè, dice lui, se oggi devi essere indolenzita almeno siilo con carattere! Cosa? Avresti dovuto vestirti di nero. Truccarti pesantemente. Rispondere con una alzata di spalle ad ogni domanda. Insomma essere più coerente! E invece ti sforzi sempre di essere allegra.
E' perchè non voglio sentirmi più inutile di quanto io non sia a me stessa.
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