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Visualizzazione dei post da agosto, 2008

ROBE DA MATTI

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- Hai presente i rondò? Quelli che sostituiscono i semafori e che ormai hanno preso il sopravvento nell'urbanistica delle nostre città, e che in pochi sanno come vanno attraversati? Bene ora immagina di avere una telecamera posizionata su un rondò qualunque e di vedere ogni mattina alle 08.30 precise, dal lunedì al venerdì, un’auto nera che passa, fa il giro della rotonda e inforca una delle uscite e mentre lo fa chi guida suona il clacson; e non è tutto, mentre suona il clacson, saluta con la mano e fa un bel sorriso a quelli che rallentano per farlo passare. Ogni volta suona in un modo diverso. Colpetti brevi e poi lunghi e alternati; misti insomma. Ogni giorno. E attraversa il rondò alla velocità massima per quel tipo di auto, roba che se dovesse accelerare di un chilometro orario, andrebbe fuori strada! Ora dimmi: se fossi tu l’autista su quell’auto nera e io ti chiedessi perché suoni il clacson mentre a tutta velocità attraversi la rotonda, cosa risponderesti? - non so, per ...

il libero arbitrio è davvero LIBERO?

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INVERO IO NON SO PERCHE' FACCIO QUELLO CHE FACCIO... INTENDO IL MIO LAVORO, LA CASA IN CUI VIVO... E TUTTO IL RESTO.... PARLO DI COME CONDUCO LA MIA VITA. PERCHE' VA COSI'? HO DECISO CONSAPEVOLMENTE TUTTE LE MIE SCELTE O MI SONO LASCIATA CONDIZIONARE DAGLI ALTRI, DAGLI EVENTI, DALLE CONDIZIONI? E' VERO CHE SIAMO NOI GLI ARTEFICI DEL NOSTRO FUTURO? E SE E' COSI', DA QUANDO COMINCIAMO A SCEGLIERE? COSA DICONO I FILOSOFI SUL DESTINO E SULLA CONSAPEVOLEZZA, SULLE SCELTE E SUL LIBERO ARBITRIO? IL LIBERO ARBITRIO E' DAVVERO "LIBERO"? QUANTO DOVREMMO ESSERE PURI PER AGIRE IN FUNZIONE DELLA NOSTRA VOLONTA'? APRIRE LE ALI DELLA MENTE ED INNALZARSI. SCHOPENAUER DICEVA: "L'UOMO E' LIBERO DI FARE CIO' CHE VUOLE, MA NON DI VOLERE CIO' CHE VUOLE" http://www.matmatprof.it/filosofia_e_dintorni/lista/arbitrio.htm

White/widoW

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Palco alto almeno un metro. Luci prevalentemente rosse. Un po’ di umanità assiepata alle transenne si muove, e le teste, come le canne di bambù nel vento. Immagine del concerto classico, senza grandi star, solo amici e curiosi. Arrivo e sul palco si stanno già esibendo in due, visivamente sovrastati dalle basi con bassi che pulsano un tempo regolare, inequivocabile. Parlano/cantano nel microfono e con gesti ampi delle braccia scandiscono parole e rabbia e realtà, e saltano e scattano da una parte all’altra, per poi (solo per un attimo) rannicchiarsi su se stessi come a voler sottolineare che un po’ di Dolore , in tutte queste rime, Vive . Pantaloni larghi e corti, maglie enormi, facce sudate per lo sforzo delle strofe agognate in un respiro. Tipico dei rapper penso. Non ho mai visto un concerto così: ho sempre visto lo sgrang-sgrang delle chitarre elettriche, capelli lunghi e pantaloni-a-pelle strappati, Fuck urlati tanti quanti i colpi sul rullante. Tutta diversa l’atmosfera: qui è ...