ROBE DA MATTI



- Hai presente i rondò? Quelli che sostituiscono i semafori e che ormai hanno preso il sopravvento nell'urbanistica delle nostre città, e che in pochi sanno come vanno attraversati? Bene ora immagina di avere una telecamera posizionata su un rondò qualunque e di vedere ogni mattina alle 08.30 precise, dal lunedì al venerdì, un’auto nera che passa, fa il giro della rotonda e inforca una delle uscite e mentre lo fa chi guida suona il clacson; e non è tutto, mentre suona il clacson, saluta con la mano e fa un bel sorriso a quelli che rallentano per farlo passare. Ogni volta suona in un modo diverso. Colpetti brevi e poi lunghi e alternati; misti insomma. Ogni giorno. E attraversa il rondò alla velocità massima per quel tipo di auto, roba che se dovesse accelerare di un chilometro orario, andrebbe fuori strada!
Ora dimmi: se fossi tu l’autista su quell’auto nera e io ti chiedessi perché suoni il clacson mentre a tutta velocità attraversi la rotonda, cosa risponderesti?
- non so, per scansare qualcosa dalla strada…
- no-no sulla strada non c’è niente e nessuno.
- ... che sto andando al pronto soccorso!
- tutte le mattine?
- …
- non so.
- vedi anche io ci ho pensato, e credo di sapere perché quella persona suona il clacson tutte le mattine mentre percorre il rondò: per essere sicura che gli altri, quelli che stanno per entrare sul rondò, le diano la precedenza.
- ma potrebbe suonare solo al momento dell’occorrenza vedendo arrivare un’auto che non accenna a rallentare...
- no, perché a quell’ora hanno tutti fretta e sono tutti nervosi. E anche la persona che guida l’auto nera ha fretta, e quindi usa il clacson come sparti-acque, si potrebbe dire. Della serie ti avviso che sto arrivando e mi devi lasciare passare perché io ho la precedenza e ho anche fretta... ma non è tutto...
- cosa intendi? Perché mi racconti questa cosa?
- perché è bizzarra. Insomma quanta gente conosci che potrebbe fare una cosa così tutte le mattine mentre va al lavoro? Suonare il clacson anche con una certa fantasia, inventando motivetti divertenti, tempi sincopati.
- …
- …
- te ne racconto un’altra.
- …
- adesso immagina di lavorare in un posto e ti capita di vedere fuori dalla finestra nel palazzo di fronte, una persona in un ufficio che si mette a ballare, da sola, nella stanza della macchinetta del caffè. E la vedi un giorno e poi anche il giorno dopo, e la cosa ti diverte perché si muove al tempo di una musica che tu non senti, e un giorno balla pop, l’altro abbozza i movimenti della classica, e poi un giorno fa l’hip-hop e poi mima un chitarrista rock e scuote la testa avanti e indietro, immagina di vederla ogni giorno per quindici giorni che balla da sola, per dieci minuti al massimo, e in un modo proprio scatenato. Ora ti chiedo: se tu fossi quella persona che balla, ed io ti chiedessi perché balli, ogni mattina, da solo, tu cosa risponderesti?
- …
- …
- perché sono matto?
- lo pensi davvero?
- ….
- cioè che uno che balla da solo, solo perchè è in ufficio, è matto?
- no… magari non proprio matto, però è un tipo… Uno originale.
- però hai usato la parola matto.
- ma per dire…
- …
- …
- e non saresti curioso di sapere che altro fa di bizzarro nella vita? O la cosa non ti incuriosisce affatto?
- sicuramente se dovessi incontrarlo non gli direi che l’ho visto ballare.
- no?
- no.
- perché?
- perché sarebbe imbarazzante, soprattutto per uno che lo fa credendo di non essere visto. Mentre balla intendo.
- si si, capito.
- scusa, ma perché mi fai questa domanda?
- è un piccola indagine.
- un’indagine?
- si, per capire come le persone comuni osservano e pensano.
- persone comuni?
- … intendevo persone normali, cioè non normali…
- quindi banali?
- non intendevo banali.
- e allora cosa?
- equilibrate.
- adesso stai tentando di rimediare ad una gaffe.
- si scusa non intendevo…
- no no, va bene.
- …
- …
- non volevo offenderti!
- senti, mi spiegherai un giorno perché mi hai raccontanto queste strane cose?
Cos’è c’è di mezzo uno dei racconti che vuoi scrivere? Sui matti?
- no.
- e allora cosa?
- perché quella persona che balla e che suona il clacson e saluta le persone che incrocia mentre lo fa, sono io.
- ….
- ….

francesca

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