enigmatica
- caffè?
- sì, amaro.
- stavo leggendo questo libro sulla teoria del caos.
- sì, amaro.
- stavo leggendo questo libro sulla teoria del caos.
- cosa dice?
- che niente è lasciato al caso, tutto è deciso o comunque destinato, ma senza che noi possiamo capirne il movimento. non siamo in grado di gestire gli avvenimenti di condificarli e quindi prevederli. per questo si chiama caos; perchè non ci capiamo niente.
- e tu pensi che sia così?
- sì. con tutte le mie forze voglio che sia così; non posso pensare che la vita e gli avvenimenti e gli incontri, siano solo il frutto di coincidenze senza importanza. sarebbe troppo banale tutto questo avvicendamento nelle vite di tutti noi.
- enigmatica.
- ... sono un enigma anche per me stessa; ma dimmi tu cosa vedi?
- che sei bella... bella da far paura. sei leggera a volte, e altre volte abissale. quando ti guardo io sento il tuo corpo addosso e rimango immobile per far durare il contatto. quando mi guardi penso di non potermi trattenere, di avvicinarmi e di prenderti le labbra tra le mie, e di baciarti fino a diventare sordo/cieco/solo una luce minuscola nell'universo. divento niente tra le tue mani. io sprofondo in te e sento di morire inerme. i tuoi occhi io li vorrei tenere tra le mani.
vorrei portarti in un posto dentro un bosco, vederti coricare tra le foglie, il tuo viso illuminato dalla rugiada. io vorrei scomparire insieme a te in un altro pianeta. non ho saputo tacere.
- non scusarti. io...
- non devi dire niente se non vuoi. devo andare. grazie del caffè.
- che niente è lasciato al caso, tutto è deciso o comunque destinato, ma senza che noi possiamo capirne il movimento. non siamo in grado di gestire gli avvenimenti di condificarli e quindi prevederli. per questo si chiama caos; perchè non ci capiamo niente.
- e tu pensi che sia così?
- sì. con tutte le mie forze voglio che sia così; non posso pensare che la vita e gli avvenimenti e gli incontri, siano solo il frutto di coincidenze senza importanza. sarebbe troppo banale tutto questo avvicendamento nelle vite di tutti noi.
- enigmatica.
- ... sono un enigma anche per me stessa; ma dimmi tu cosa vedi?
- che sei bella... bella da far paura. sei leggera a volte, e altre volte abissale. quando ti guardo io sento il tuo corpo addosso e rimango immobile per far durare il contatto. quando mi guardi penso di non potermi trattenere, di avvicinarmi e di prenderti le labbra tra le mie, e di baciarti fino a diventare sordo/cieco/solo una luce minuscola nell'universo. divento niente tra le tue mani. io sprofondo in te e sento di morire inerme. i tuoi occhi io li vorrei tenere tra le mani.
vorrei portarti in un posto dentro un bosco, vederti coricare tra le foglie, il tuo viso illuminato dalla rugiada. io vorrei scomparire insieme a te in un altro pianeta. non ho saputo tacere.
- non scusarti. io...
- non devi dire niente se non vuoi. devo andare. grazie del caffè.
- no, rimani! rimani. voglio dimostrarti quello che sento quando ti guardo.
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