mantova, 4 luglio 2006

ciao amico mio,
è sempre in ritardo il foglio del calendario sul mio tavolo. solo oggi sono passata al mese dei miei 27 anni; gia da tre mi conosci, ma non ne hai memoria: diresti molto di più. io, intanto che ci pensi, spingo il sipario su una scena che non sa se piacermi o angosciarmi.
della vita difficile ho bramato il dolore per poterne scrivere, ma ora, che le certezze si frantumano come i colonnati di templi millenari creduti eterni, stento a credere di essere proprio io questo relitto.
io! che ho sfilato con la bandiera del progresso spirituale, ora credo solo alla mente. baso ogni palpito della mia esistenza su ciò che penso piuttosto che su ciò che provo. ma vivere non è mai stato facile, nemmeno per me che mi credevo una torre di marmo. bugiarda senza volontà di esserlo, vulnerabile e farinosa che al solo tocco mi disfo. la francesca che conoscevo è diventata vapore. (maestoso tchaikovsky in questa danza del cigno; pas d'action. andante. andante ma non troppo. allegro. il violino si modella sul corridoio di fiato che ora si è fatto più leggero).
non mi sono mai staccata dal grembo materno; e per la verità quanti vorrebbero davvero?
questa estate mi vuole in ginocchio amico mio, e non provo fatica nell'accontentarla: mi serve. rabbrividire, contorcermi, masticare e sputare e dire NO! con lo sguardo depredato e, poco dopo, ubbidire al Sì che dirompe. Sì alla vita tutta!
come un albero sparuto mi piego al potere della sua ascia e fremo sparpagliando foglie e preghiere.
ma tu che mi leggi senza guardarmi, forse tu vedi qualcosa di me che non oso sapere. per questo ti amo, perchè attraverso te io mi amo. finalmente.
(piano, concerto nr.10 in B flat minor, op.23)
tu dormi intanto che quì la musica và.
buonanotte.
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