QUESTO SORRISO

Schiacciava le corde della chitarra con sicurezza, il suono era un dialogo segreto nel quale tu non potevi entrare; non potevi che seguire il suo volo come fossi il filo di un aquilone.
Il tempo è passato e tu hai lasciato andare il filo, con la stessa involontaria distrazione che ti fa cadere il fiore dalle labbra.
Affiora la sua ombra e dal soffitto piovono baci e tu piangi. Non vorresti, ma ti serve in certi momenti, per confermarti che ancora vivi. Come il dolore perfetto che ognuno di noi porta dentro.
Esistiamo insieme a un sorriso spezzato, accanto alla vergogna che si prova da bambini. Esistiamo stretti a immagini che siamo i soli ad avere e alle quali abbiamo cucito un cuore che si spacca, o una risata che suona, o al senso di infelicità, un tradimento, una commozione, un rapimento, un sussulto.
Pensi di lui: sei spettacolare per come ti accorgi del mio umore che cambia e delle stagioni che mi affliggono.
Sai che ho il fiato corto per la paura di non averti mai più,
ma questo sorriso triste non lo puoi portare via neanche tu;
questo lo sai e ti arrabbi.

26 febbraio 2009





Commenti

Post popolari in questo blog

A flower is not a flower