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Visualizzazione dei post da giugno, 2010
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Il tuo modo di colmare la mia distanza dall’amore, è nel movimento delle tue mani sulla mia pelle. Il mio incespicare in una sensazione che mi aliena da me stessa e dalla realtà, facendomi scivolare tra le tue labbra, nel tuo divampare: mi manca.
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La bellezza della disperazione è che coglie tutti impreparati; gli esseri umani si sentono uniti solo nella sventura, per la serie “siamo tutti sulla stessa barca”. Solo qualche volta nella storia, grandi anime illuminate hanno insegnato all’uomo un poco di nobiltà. Atti eroici ce ne sono stati e ce ne saranno ancora. Qualche volta, riflettendo sulle infelicità della vita, ho desiderato esser già vecchia, aver digerito il lutto dei miei genitori, aver digerito abbandoni, separazioni, tradimenti, vigliaccate. Perché sono vile e davanti al dolore ho paura di non farcela. Una volta ho letto che Dio ci ha forniti della capacità di superare qualsiasi cosa spiacevole della vita; sarà vero? Se sì, allora non mi spiego i suicidi, né le depressioni che finiscono con uccidere persone che sembravano avere la forza per affrontare ogni accidente! Preferisco comunque, anche con il dubbio, pensare che sia così, e che nonostante la miseria della vita, io ce la faccio ad andare avanti.
Questa è la notte che la nonna è trapassata. Una maga l'ha vista sorridente, accanto al suo corpo; dice che non si aspettava di vederci tutte tre lì, io la mamma e la maga. Ed ora che lei è a poche centinaia di metri da me, all’ospedale, steso il suo corpo e la sua anima invece chissà dove, mi chiedo come hanno fatto i soccorritori a portare giù dalle scale ripide di quella casina ammuffita, una donna di 90 kili.  Pensavo che avrei pianto e invece sono serena. Pensavo che avrei pensato a cose tristi e invece, se mi vien in mente la sua risata, rido anche adesso.  Mia nonna si chiamava Pia, di nome e di fatto. Per me aveva scelto il nome Anna, perché sono nata il giorno di Sant’Anna, protettrice delle partorienti. Forse pensava dovessimo qualcosa alla Santa, visto che sono nata per miracolo. Mi sarebbe piaciuto il nome Anna; gliel'ho sempre detto; ma quel giorno litigò con mio padre perché lui voleva Francesca . Poi papà prese la vespa e andò in giro tutta la notte ad avvisare ...