Ad occhi chiusi
Reclamo la mia proprietà!
Ti incontro col pensiero da chilometri di distanza come un maratoneta assetato per abbeverarmi al tuo collo.
La mente distaccata da tutto fuorché da te. Le braccia doloranti, le spalle contratte,
il ventre vuoto.
ma nell'abbraccio tuo io r e s p i r o.
Accendo una sigaretta; il mio braccio è
allacciato al tuo in un tempo che ci voleva estranei.
I cartelli, l'asfalto, l'odore dei muri, le luci dei neon,
al nostro passaggio lo squallore impallidiva.
Mi sento il cuore pronto
per il nastro d'arrivo, senza fiato
per tenermi stretta al tuo sguardo, alle parole appese al buio
e l'abbraccio e il distacco alla fine di ogni notte
col terrore che domani non sia più possibile
raggiungerti
Con l'angoscia d'essere insufficiente persino per un sorriso
Ma,
da allora ci sei.
Vicino al mio braccio scendendo le scale
schivando le pozzanghere, tremando al gelo.
Anche quando pare io voglia seguire le piste nere
della solitudine,
attento al mio sguardo
e
sorridi.
Mi avviluppi e potrei morire
potrei smettere di vedere,
potrei smettere d'aver fame.
I suoni delle fisarmoniche sbattono al vento...
non si può avere un uomo romantico che non sia amaro.
che misura i limiti e li annota da qualche parte
nel taccuino segreto della mente.
Insieme
ridere
ridere
Allora è vero!
Di fronte a te i miei occhi chiusi vedono ogni cosa.
E quella domanda che avevo pronunciato al cielo
nella notte più vera che abbia conosciuto la mia anima,
ha ricevuto la risposta
e dopo mille anni di deserto, ricomincio a vivere
nel profumo.
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