gli Attori dicano qualcosa
Questo è il tempo della decadenza
ho fotografato mentre andavamo in vespa
le immagini sfocate, confusione di verde e di muro
sfugge all'indietro
lo catturo e per un po' mi piace.
Smetto di sorridere quando il sole è basso.
È l'intervallo nella luce incerta che tende al buio che mi sconquassa dentro
e si apre lentamente la ferita
una carenza mai superata di avere altro da imparare
e non sapere dove cercare.
La miopia che mi costringe a socchiudere le palpebre
la messa a fuoco difettosa
l'impossibilità di vedere con chiarezza
nel dolore della chiarezza vera
al di là di questo oggi.
L'infelicità della vita
mi prende l'intestino. La nausea serale
della domenica.
L'arrancare senza sentire nemmeno lo sforzo
avere di nuovo la sensazione delle proprie gambe che faticano
sembrarsi vivi
nel niente di questi discorsetti retorici.
La sconfitta che lenisce il po' di amor proprio che avevo.
I passanti vestiti male, le passanti apparecchiate per l'orgia,
sensualità e fascino sono un ricordo lontano.
La gente mi nausea. L'arrivismo del popolino
l'arricchimento fasullo
i marchi sulle t-shirt
le borse sgargianti
le facce orrendamente pitturate.
Preferisco il dolore che sento
l'odore dei fossi dietro casa, preferisco starmene dentro il mio cappotto
nella mia irritabilità.
il sangue dei soldati.
Mercenari per la patria
madre patria Italia, 8.000 euro e me ne torno a casa
così mi faccio il plasma 42 pollici
sparo un po
mi prendo la medaglia, se miro bene ne prendo due.
Mi immagino dentro un campo brullo, il freddo bagnato della terra,
l'illusione di appartenere ai fossi, ai tronchi, agli steli.
Preferisco avere freddo, sentire finalmente qualcosa. Avere un senso anche senza scarpe,
lavoro, casa, famiglia.
Ci sarà un limite?
Chi fermerà lo scempio?
Cosa farò domani che avrò il limite della tollerabilità anche più assottigliato?
Gli attori sui palchi
che dicano qualcosa...
che al teatro
ancora si sente l'odore del sudore di chi ci mette il cuore.
Il passeggio assurdo davanti alle cattedrali attonite
nelle loro mura scorticate
se avessero pensiero
ucciderebbero il passante distratto che pensa al superenalotto
al culo della barista
al cellulare nuovo
ai canali della tv
…
Se conoscesse la verità che sanno le cattedrali
si ucciderebbe a testate contro un muro.
Madre Italia
una volta si camminava coi pantaloni lunghi
con le scarpe chiuse, col cappello e il bastone.
Una volta per la strada si volteggiava.
Erano altre le feste e le notti e i colori.
Era tutto intonato
era bello sentire la strada e le case, e il gusto dei sapori veri
era bello avere una famiglia, lottare per la libertà, per il pane, lottare
per un futuro migliore, e la miopia quasi non esisteva.
ho fotografato mentre andavamo in vespa
le immagini sfocate, confusione di verde e di muro
sfugge all'indietro
lo catturo e per un po' mi piace.
Smetto di sorridere quando il sole è basso.
È l'intervallo nella luce incerta che tende al buio che mi sconquassa dentro
e si apre lentamente la ferita
una carenza mai superata di avere altro da imparare
e non sapere dove cercare.
La miopia che mi costringe a socchiudere le palpebre
la messa a fuoco difettosa
l'impossibilità di vedere con chiarezza
nel dolore della chiarezza vera
al di là di questo oggi.
L'infelicità della vita
mi prende l'intestino. La nausea serale
della domenica.
L'arrancare senza sentire nemmeno lo sforzo
avere di nuovo la sensazione delle proprie gambe che faticano
sembrarsi vivi
nel niente di questi discorsetti retorici.
La sconfitta che lenisce il po' di amor proprio che avevo.
I passanti vestiti male, le passanti apparecchiate per l'orgia,
sensualità e fascino sono un ricordo lontano.
La gente mi nausea. L'arrivismo del popolino
l'arricchimento fasullo
i marchi sulle t-shirt
le borse sgargianti
le facce orrendamente pitturate.
Preferisco il dolore che sento
l'odore dei fossi dietro casa, preferisco starmene dentro il mio cappotto
nella mia irritabilità.
il sangue dei soldati.
Mercenari per la patria
madre patria Italia, 8.000 euro e me ne torno a casa
così mi faccio il plasma 42 pollici
sparo un po
mi prendo la medaglia, se miro bene ne prendo due.
Mi immagino dentro un campo brullo, il freddo bagnato della terra,
l'illusione di appartenere ai fossi, ai tronchi, agli steli.
Preferisco avere freddo, sentire finalmente qualcosa. Avere un senso anche senza scarpe,
lavoro, casa, famiglia.
Ci sarà un limite?
Chi fermerà lo scempio?
Cosa farò domani che avrò il limite della tollerabilità anche più assottigliato?
Gli attori sui palchi
che dicano qualcosa...
che al teatro
ancora si sente l'odore del sudore di chi ci mette il cuore.
Il passeggio assurdo davanti alle cattedrali attonite
nelle loro mura scorticate
se avessero pensiero
ucciderebbero il passante distratto che pensa al superenalotto
al culo della barista
al cellulare nuovo
ai canali della tv
…
Se conoscesse la verità che sanno le cattedrali
si ucciderebbe a testate contro un muro.
Madre Italia
una volta si camminava coi pantaloni lunghi
con le scarpe chiuse, col cappello e il bastone.
Una volta per la strada si volteggiava.
Erano altre le feste e le notti e i colori.
Era tutto intonato
era bello sentire la strada e le case, e il gusto dei sapori veri
era bello avere una famiglia, lottare per la libertà, per il pane, lottare
per un futuro migliore, e la miopia quasi non esisteva.
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