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Visualizzazione dei post da novembre, 2011

Piccola

Il cielo invernale è uno sfondo perfetto per la fotografia. Ma la punte dei tetti feriscono lo sguardo. Le architetture sono spesso il gesto esausto di uomini lontani dalla terra; non sanno dello stare fermi con i piedi dentro la terra. Mi rivolgo ai campi. Amo dei fossi, dei falò di sterpi, l’odore pungente e quello del campo incolto, una vista caotica e greve. Nessuna mano ha domato quella terra , da tanto tempo respira e si muove, senza curarsi di esistere. Se ci sei puoi restare. Che tu sia un fiore o un verme. Nell’accoglienza della sfamante pancia della terra, d ove acqua e humus, ferro, sodio, calcare e fossili , concimano e nutrono altri elementi e la mia vista  può alzarsi e allora mi accorgo d’esser piccola, con la mia ignoranza, nel mio piccolo mondo egoista, nella mia piccola cecità, con il mio ego e piccolo cuore.

Molte notti

--> Molte notti le ho passate chiedendomi se stavo vivendo al meglio la mia età, e chiedendomi se quello che ero come essere umano, fosse significativo per il delicato e preciso equilibrio del mondo. Molte notti le ho trascorse a contorcermi, a camminare infinite strade tra il letto e la cucina, alla ricerca di un nido entro cui sentirmi salva.  Molte notti ho pregato inginocchiata a Dio e all'umanità, chiedendomi perché mi fosse stato mostrato un segno che esistevo e per qualcuno contava. Molte notti di terrore, con quest'energia imprigionata tra le mura insidiose della commiserazione;  molte notti cieca dinnanzi all'esistenza miracolosa della consapevolezza e del dolore, componenti simbiotiche dell'unica medicina per curare mente, cuore e finalmente scrutarsi nell'anima. Molte notti senza te, consapevole della tua esistenza senza averti conosciuto,  ma certa che  un giorno  il cerchio delle tue braccia  avrebbe accolto il mio. ...