Molte notti
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Molte notti le ho passate chiedendomi se stavo vivendo al meglio la mia età, e chiedendomi se quello che ero come essere umano, fosse significativo per il delicato e preciso equilibrio del mondo. Molte notti le ho trascorse a contorcermi, a camminare infinite strade tra il letto e la cucina, alla ricerca di un nido entro cui sentirmi salva.
Molte notti ho pregato inginocchiata a Dio e all'umanità, chiedendomi perché mi fosse stato mostrato un segno che esistevo e per qualcuno contava.
Molte notti di terrore, con quest'energia imprigionata tra le mura insidiose della commiserazione;
molte notti cieca dinnanzi all'esistenza miracolosa della consapevolezza e del dolore, componenti simbiotiche dell'unica medicina per curare mente, cuore e finalmente scrutarsi nell'anima.
Molte notti senza te, consapevole della tua esistenza senza averti conosciuto,
ma certa che
un giorno
il cerchio delle tue braccia
avrebbe accolto il mio.
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