Domenica pomeriggio, l'incendio delle nubi sull'acqua

Domenica pomeriggio l’incendio delle nubi sull’acqua.
Lo sciabordio diviene melodico e negli orecchi non sento che la tua voce
A ricordarmi che c’è una eco al mio amore.
Innamorarsi cento volte per altri cento giorni, come accade

Nei migliori film e sentire il cinismo di un mondo che ci vuole bestiali
Abbandonarmi e lasciare il campo a questo riposto amore.
Sono presa in catene appassionate
A cui m’aggrappo per sfuggire l’avidità della routine che ci vuole separare.

Mi chiedevo dov’erano finite le oasi di purezza che immaginavo da bambina,
figurandomi un amore sorgivo e bastandomi amare per esser felice.
E dopo la frustrazione del sesso, quando è un mero esercizio,
pensai d’aver creduto male.

Ed ho lasciato che altre mani, spietate, frugassero la mia anima senza che provassero
Alcuna tenerezza per essa.
La mia follia fu pura. Ho lasciato che questo mondo la sporcasse
Trascinandola per declivi d’egoismo e barbarie.

Ma tu Risani il buio con un bacio di luce.

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